salta la barra


Comune di Prato

 indietro
Biblioteca Lazzerini

Istituto culturale e di documentazione Lazzerini

Malaparte: le prime cento parole


Curzio Malaparte
In occasione della mostra bibliografica Frammenti di un autore: Malaparte attraverso le sue edizioni, curata da Stefano Franceschini in collaborazione con Giulia Biagioli, Alessandra Bigini e Davide Gelli e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Prato e dalla Biblioteca, in contemporanea alla rassegna Malaparte: Arcitaliano nel mondo, (novembre 2010 - gennaio 2011), sono stati esposti in Lazzerini i libri malapartiani in ordine cronologico, da ''Viva Caporetto!'' del 1921 fino a ''Il ballo al Cremlino'', uscito postumo nel 1971, e molte prime edizioni.

Diamo qui le prime cento parole del testo di ciascuno degli oltre trenta volumi malapartiani che sono stati esposti nella mostra.


I libri di Malaparte in ordine cronologico e le loro prime cento parole:

1921 ''Viva Caporetto!'' (ripubblicato nel 1923 con il titolo ''La rivolta dei santi maledetti'')

''Viva Caporetto! La rivolta dei santi maledetti'' / Curzio Malaparte ; a cura di Marino Biondi. - Secondo il testo della 1. ed. 1921. - Firenze : Vallecchi, c1995. - (Novecento Vallecchi)
Biblioteca comunale A. Lazzerini: L 85/9.MAL.VIV/Val

Le prime cento parole:

«Non tutti potranno leggere questo libro.
Bisogna aver disceso tutti gli scalini dell’umanità per mordere alla radice stessa della vita, aver “mangiato la terra e averla trovata deliziosamente dolce” come i primi uomini delle leggende indiane, aver sofferto, sperato, maledetto, bisogna essere stati uomini, semplicemente umani, per poter leggere questo libro senza pregiudizio e sentirvi il sapore della vita.
Non è un libro di guerra, questo. È il libro di un uomo che fin dai primi giorni è entrato, come volontario, nel cerchio della guerra, a capo chino, bestemmiando (non Dio), e che ne è uscito, all’ultimo giorno, benedicendo Dio, …»


1923 ''L'Europa vivente''

''L'Europa vivente : terra storica del sindacalismo nazionale'' / [Curzio Malaparte] ; con prefazione di Ardengo Soffici. - Firenze : La Voce, 1923.
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.EUR/Lav

Le prime cento parole:

«GLI EROI CAPOVOLTI.
Meglio cominciar dagli eroi, anzi che dalla plebe. Sullo sfondo grigiastro del popolaccio anonimo, il lampeggiare degli occhi, il luccichio degli elmi e delle corazze, il gioco elegante e perverso dei rasi trine sete velluti, i grandi gesti, le voci gonfie e le ombre enormi degli eroi sgomentano e invitano. Questo corteo di gente urlante e gesticolante sul serio, malata di genio e di passioni come tumori senza rimedio, armata di spade vere o avvolta in legittime toghe, mi concilia coi servi di scena, coro ignobile di maschere ladre e infingarde.
Spesso, con l’aiuto di arti magiche…»


1925 ''Italia barbara''

''Italia barbara'' / Curzio Malaparte. - Torino : Gobetti, 1925.
Biblioteca dell’Archivio storico diocesano: Per 8439

Le prime cento parole:

«Ho sempre immaginato di poter architettare un libro che fosse come una piazza, qua uno sfondo di case, là una chiesa, più in qua l’imbocco di una strada, nel mezzo una fontana e una statua; una piazza ariosa, alla toscana, come quella comunale della mia città, col Palazzo Pretorio da un lato e i Portici del Grano dirimpetto, nel mezzo la fontana del Bacchino e la statua di Francesco di Marco Datini, con le case intorno dei Buonamici, e le quattro strade lunghe fino agli orti, ai borghi, alle cinque porte, Santa Trinita, Fiorentina, Mercatale, Serraglio e Pistoiese, aperte ad arco nel cerchio delle mura …»


1927 ''Avventure di un capitano di sventura''

''Avventure di un capitano di sventura'' / Curzio Malaparte. - Roma : La Voce, 1927
Biblioteca comunale A. Lazzerini: L. 85/9.MAL.AVV/Lav

Le prime cento parole:

«CANTATA dei cenciaioli pratesi e delle loro mattane

La compagnia dei cenciaioli
delle cinque porte di Prato,
gran mangiatori di fagioli
di finocchiona e di castrato,
han ripulito tutti i paioli,
tutte le botti hanno asciugato,
e per far rabbia agli spagnoli
hanno ridato il sacco a Prato.
Ma rallegrarsene conviene:
il peggio è meglio assai del bene.

Il Ganascia e il Catriosso
il Papucchio e il Mettimale
hanno spolpato fino all’osso
tutti i polli del Mercatale.
Vino bianco e vino rosso
non potranno andare a male:
ne han bevuto a più non posso
i cenciaioli dell’Aiale.
Botti vuote e botti piene
… »


1928 ''L’arcitaliano''

''L’arcitaliano : cantate'' / di Malaparte. - Roma : La Voce, 1928
Biblioteca comunale A. Lazzerini: L 85/9.MAL.ARC

Le prime cento parole:

« PROFEZIA

L’arcitaliano non ha paura
della legge di natura
e talvolta egli corregge
la natura della legge.

RITRATTO dell’arcitaliano

L’arcitaliano è un capomatto
che per un po’ di libertà
d’ogni sua cosa fa baratto
anche di quello che non ha.
Con la morte ha stretto un patto
ma quando è l’ora morirà:
il possibile è stato fatto
l’impossibile si farà.

CANTATA dell’arcimussolini

O italiani ammazzavivi
il bel tempo torna già:
tutti i giorni son festivi
se vendetta si farà.
Son finiti i tempi cattivi
chi ha tradito pagherà.
Pace ai morti botte ai vivi:
cosa fatta capo ha.
Spunta il sole e canta il gallo
O Mussolini monta a cavallo.
… »


1930 ''La pazzia di Orlando''

''L'ottava d'oro''. Tomo I, Ferrara 1928-VI / celebrazioni ariostesche di Italo Balbo, Antonio Baldini, Curzio Malaparte, Giuseppe Lipparini, Nello Quilici, Arturo Farinelli, Achille Campanile ; e un messaggio di Gabriele D'Annunzio. - Milano : Treves, 1930.
Biblioteca dell’Archivio storico diocesano: Per 9050

Il saggio di Malaparte ''La pazzia di Orlando'' è alle pp. 89-118

Le prime cento parole:

«Nell’agosto 1920 io mi trovavo a Varsavia, ufficiale addetto a quella nostra Regia Legazione, col ministro Tommasini. Era il tempo dell’invasione bolscevica in Polonia. Agli ordini di Trotzki gli eserciti russi, spezzato il fronte nord-ovest a Borisow, e quello di sud-est a Kiew, città di cui Pilsudzki s’era impadronito in maggio, avanzavano a marce forzate verso la capitale, bruciando, devastando e saccheggiando le infelici terre polacche.
Una mattina verso la metà di agosto, le pattuglie dei cosacchi di Budionny, già sergente e ora comandante in capo della cavalleria bolscevica, apparvero alle prime case del villaggio di Radzimin …»


1931 ''Sodoma e Gomorra''

''Sodoma e Gomorra : [racconti]'' / Curzio Malaparte. - Milano : Treves, 1931.
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.SOD/Tre

Le prime cento parole:

«Seppelliti i nostri ultimi morti nel cimitero di Rocroi e ripreso il cammino verso il settentrione, ai primi di dicembre eravamo giunti nel cuore del triste paese vallone, che abbraccia, con le sue immense foreste di abeti, le terre di quella parte del Belgio confinante col Lussemburgo. Nessuno aveva memoria di un inverno più rigido: la notte si udivano i lupi ululare nelle abetaie, e il gelo stanava i cervi e i cinghiali dal folto delle macchie verso le radure bianche di neve, sin presso le case di Carlsbourg, dove avevamo i nostri alloggiamenti invernali.
Il ricordo ancor vivo delle avventure …»


1931 ''Tecnica del colpo di stato''

''Tecnica del colpo di stato'' / Curzio Malaparte. - Milano : Aria d'Italia, c1955 (stampa 1948). – (Opere di Curzio Malaparte ; XI)
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.TEC/A di I

Le prime cento parole:

«Sebbene io mi proponga di mostrare come si conquista uno stato moderno e come si difende, non si può dire che questo libro voglia essere un’imitazione di Principe di Machiavelli, sia pure un’imitazione moderna, cioè poco machiavellica. I tempi, ai quali si riferiscono gli argomenti, gli esempi, gli esempi, i giudizi e la morale del Principe, erano tempi di così grande decadenza delle pubbliche e delle private libertà, della dignità civile e del rispetto umano, che sarebbe recare offesa al lettore, uomo libero, il prendere a modello quella famosa opera di Machiavelli per trattare alcuni fra i problemi più importanti…»


1932 ''Le bonhomme Lenine''

''Lenin buonanima'' / Curzio Malaparte ; [a cura di Enrico Falqui]. - 2. ed. - Firenze : Vallecchi, 1962. - (Opere complete di Curzio Malaparte)
Biblioteca Comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.LEN

Le prime cento parole:

«La leggenda di Lenin, la fosca leggenda che di quel piccolo borghese fanatico, di quel bonhomme timido e violento, ha fatto un mostro assetato di sangue, un Gengiskan proletario sbucato dal fondo dell’Asia per precipitarsi alla conquista dell’Europa, non sarebbe certo mai nata senza l’ottimismo di Candido e di Babbitt, eroi rappresentativi della borghesia d’Occidente. Per giustificare le loro inquietudini, placare i loro rimorsi, e ravvivare le loro illusioni, è parso a questi inguaribili ottimisti che bastasse rinnegare Lenin, ricacciarlo al di là delle frontiere dello spirito borghese, farne un mongolo. Ma sono proprio sicuri che la morale e la logica della civiltà borghese …»


1936 ''Fughe di prigione''

''Fughe in prigione'' / Curzio Malaparte. - Roma ; Milano : Aria d'Italia, stampa 1954. - (Opere di Curzio Malaparte ; 9)
Biblioteca comunale A. Lazzerini: L 85/9.MAL.FUG/Ari

Le prime cento parole:

«Appena il capoguardia l’ebbe consegnato agli agenti di scorta, il portone di Regina Coeli si socchiuse, lasciando intravedere per lo spiraglio uno spicchio di strada, una fetta di muraglione – l’argine del Tevere – orlato di una trina di cielo giallognolo, la ruota posteriore di una bicicletta che subito gli scivolò con un lieve fruscio fuor dell’angolo dell’occhio. Boz sentì che qualcuno lo spingeva dolcemente per le spalle, mosse il primo passo oltre la soglia, e inciampò, come se avesse posto il piede in fallo. L’aria aperta, l’aria viva, l’aria libera, l’odore del fiume, il riflesso livido del tramonto sul selciato e …»


1937 ''Sangue''

''Sangue'' / Curzio Malaparte. - Firenze : Vallecchi, stampa 1937
Biblioteca comunale A. Lazzerini: L 85/9.MAL.SAN/Val

Le prime cento parole:

«Ho orrore del sangue. Da ragazzo immaginavo che le statue fossero fatte come noi, e avessero le vene gonfie di sangue. Andavo a incidere con un temperino le braccia ai putti di Donatello, per far uscire il sangue da quella pelle morbida e bianca. Una volta, a Prato, in una strada fuori Porta del Serraglio, mi vidi fuggire incontro una ragazza dal seno nudo, gli occhi sbarrati e i capelli sconvolti, correva a bocca aperta, senza gridare, un coltello immerso nella mammella, a un tratto cadde giù, battè il viso sul lastrico, rimase lì. Anche oggi, se passo per quella strada, in quel punto mi par di scivolare.»


1940 ''Donna come me''

''Donna come me'' / Curzio Malaparte ; prefazione di Pietrangelo Buttafuoco. - Firenze : Vallecchi, [2002].
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.DON

Le prime cento parole:

«Alta e bruna la vorrei, di fianchi pieni e snelli, dalla piccola testa di statua. Una testa di lucertola, lievemente triangolare. I capelli corti e ricciuti, morbidi come la piume di certi uccelli e facessero un vivo contrasto col viso pallidissimo e spaurito. La fronte ampia e candida , dove la notte e il giorno si avvicendassero dolcemente: e fosse quello il mio vero orizzonte.
Vorrei che nella sua fronte candida si annunciasse il mattino, prima ancora che il cielo si tingesse di rosa, e, a poco a poco declinando il giorno, l’ombra della sera si facesse densa fra le sue…»


1943 ''Il Volga nasce in Europa''

''Il Volga nasce in Europa'' / Curzio Malaparte. - Milano : Bompiani, 1943. – (Libri scelti )
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.VOL

Le prime cento parole:

«I CORVI DI GALATZ.
Galatz, 18 Giugno 1942.
Galatz affiora dalle lagune, tra il Prut e il Danubio, e respira l’odore del fango, del pesce, dei canneti marci ( in queste umide sere di giugno, il languido odore della melma impregna le foglie degli alberi, i capelli delle donne, le criniere dei cavalli, le lunghe sottane di velluto degli «scopizi», i cocchieri eunuchi della famosa setta russa di cui Galatz è l’ultimo rifugio, l’ultimo tempio). Da Braila, A Galatz, a Sulina, fino ai monti della Dobrugia, il grande delta del Danubio è tutto un luccicare d’acque. Gli straripamenti di primavera…»


1944 ''Kaputt''

''Kaputt'' / Curzio Malaparte. - 1. ed., 5. migliaio. - Napoli : Casella, 1944
Biblioteca comunale Lazzerini L 85/9.MAL.KAP/Cas

Le prime cento parole:

«Il principe Eugenio di Svezia si fermò in mezzo alla stanza. “Ascoltate” disse.
Attraverso le querce di Oakhill e i pini del parco di Valdemarsudden, di là dal braccio di mare che si addentra nella terra fino al Nybroplan, nel cuore di Stoccolma, veniva nel vento un triste, amoroso lamento. Non era il malinconico richiamo delle sirene dei piroscafi, che risalivano dal mare verso il porto, né il grido nebbioso dei gabbiani: era una voce femminile, distratta e dolente.
“Sono i cavalli del Tivoli, il lunapark che è davanti allo Skansen” disse il Principe Eugenio a voce bassa.
Ci avvicinammo alle grandi vetrate …»


1946 ''Don Camaleo''

''Don Camaleo : romanzo di un camaleonte'' / Curzio Malaparte. - Firenze : Vallecchi, stampa 1946
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.DON/Val

Le prime cento parole:

«MIE PRIME ESPERIENZE. EPISTOLE DI LUIGI BOSSI INTORNO AI PASILISCHI, AI DRAGONI, E ALL’INCREDULITA’ DEL CONTE DE LA CEPÈDE.
Vi sono tra noi molti animali, e non tutti politici, strani più per il clima prezioso e arbitrario di questi ultimi cento anni italiani, che per natura loro. Chi ha mai visto una salamandra, un basilisco, un drago, un camaleonte? La gente ne avrebbe perduto anche il ricordo, se ogni tanto i galantuomini, che hanno in comune con quegli strani animali la rarità, non ne incontrassero qualcuno e non ne potessero testimoniare. Mirabili casi. Eppure le cronache, se non le favole…»


1947 ''Les deux visages de l’Italie: Coppi e Bartali'' (testo inedito in italiano, pubblicato per la prima volta nel 1947 dalla rivista Sport Digest)

''Les deux visages de l'Italie : Coppi et Bartali'' / Curzio Malaparte ; suivi de la cohabitation impossible par Jacques Augendre ; postface par Jean-Bernard Pouy. - Paris : Bernard Pascuito, [2007]
Biblioteca comunale A. Lazzerini: L 85/9.MAL.COP/Fra

Le prime cento parole:

«La bicyclette en Italie, fait partie du patrimoine artistique National au même titre que la Joconde de Léonard, la coupole de Saint-Pierre, ou la Divine Comédie. On s’étonne qu’elle n’ait pas été inventée par Botticelli, Michel-Ange ou Raphaël.
S’il vous arrive de dire, en Italie, que la bicyclette n’a pas été inventée par un Italien, vous verrez tous les regards s’assombrir autour de vous, un masque de tristesse couvrir tous les visages. Ah, si vous dites cela, en Italie, si vous dites à haute voix, dans un café, dans la rue, que la bicyclette n’a pas été, tout comme le cheval, le chien, …»


1947 ''Il sole è cieco : romanzo''

''Il sole è cieco : romanzo'' / Curzio Malaparte. - Firenze : Vallecchi, 1947. – (Letteratura contemporanea. Narrativa e prosa )
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.SOL/Val

Le prime cento parole:

«Il capitano risaliva lentamente, fra le alte fontane di neve delle granate francesi, il nevaio sotto il Col delle Seigne, per raggiungere il Battaglione Edolo che già sfilava lungo il ciglio della Combe Noire: quando, scavalcata la cresta, )un arco lieve, il Col de la Seigne, teso fra le Pyramides des Calcaires, che formano lo spigolo sud orientale del Monte Bianco, e la sega del Mont Léchaud), in quella solitudine abbagliante, in quel profondo silenzio raschiato dal sibilo dei grossi proiettili da 155, gli apparve davanti, all’improvviso, una panchina. Una panchina da giardino pubblico, verniciata di verde, il sedile e la spalliera…»


1949 ''Storia di domani''

''Storia di domani'' / Curzio Malaparte. - Roma ; Milano : Aria d'Italia, c1949
Biblioteca comunale A. Lazzerini: L 85/9.MAL.STO

Le prime cento parole:

«Quando i pesanti cancelli di Regina Coeli si richiusero alle mie spalle, io dissi tra me: “Questa volta è finita”.
Dopo tre mesi di fuga affannosa attraverso l’Europa davanti all’invasione sovietica, dopo tante ansie, tante avventure, tanti pericoli, finire nella trappola di Regina Coeli mi pareva la cosa più ridicola e pietosa del mondo.Il capoguardia, che mi conosceva da molti anni, non parve sorpreso di rivedermi: mi sorrise, non so se per compassione o per malignità, e avviatosi su per la scaletta del 4° Braccio salì all’ultimo piano, e si fermò davanti alla cella n. 461. Era la stessa cella nella quale …»


1949 ''La pelle''

''La pelle : storia e racconto'' / Curzio Malaparte. - Roma ; Milano : Aria d'Italia, stampa 1957
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.PEL/A d'I

Le prime cento parole:

«Erano i giorni della peste di Napoli. Ogni pomeriggio alle cinque, dopo mezz’ora di punching-ball e una doccia calda nella palestra della P.B.S., Peninsular Base Section, il colonnello Jack Hamilton ed io scendevamo a piedi verso San Ferdinando, aprendoci il varco a gomitate nella folla che, dall’alba all’ora del coprifuoco, si accalcava tumultuando in via Toledo.
Eravamo puliti, lavati, ben nutriti, Jack e io, in mezzo alla terribile folla napoletana squallida, sporca, affamata, vestita di stracci, che torme di soldati degli eserciti liberatori, composti di tutte le razze della terra, urtavano e ingiuriavano in tutte le lingue e in tutti i dialetti...»


1949 ''Il battibecco''

''Il battibecco : inni, satire, epigrammi'' / Curzio Malaparte. - Roma ; Milano : Aria d'Italia, c1949
Biblioteca comunale A. Lezzarini: L 85/9.MAL.BAT/Ad’I

Le prime cento parole:

« DIALOGO DI PASQUINO E MARFORIO SU LA SATIRA LA LIBERTÀ E IL BATTIBECCO DI MALAPARTE

PASQUINO: Che ne dici di questo Battibecco? – MARFORIO: Dico che la lingua batte dove il dente duole. – PASQUINO: E non ti pare che si potrebbe chiamare il batticulo? – MARFORIO: Pare anche a me. Ma che vuol dire batticulo? – PASQUINO: È antica voce toscana, e vuol significare il lembo inferiore della maglia di ferro, che batteva nel basso della schiena del cavaliere, quando, sceso da cavallo, si metteva a camminare. – MARFORIO: Ho capito, un batti chiappe. Un bel fastidio, non c’è che dire. – PASQUINO: Batticulo, infatti …»


1951 ''Il Cristo proibito''

''Il Cristo proibito'' / Curzio Malaparte ; a cura di Luigi Martellini. - Napoli : Edizioni Scientifiche Italiane, [1992]. - (Pubblicazioni dell'Istituto per gli studi di letteratura contemporanea, Roma. Inediti ; 9)
Biblioteca comunale A. Lazzerini: L 85/9.MAL.CRI

Le prime cento parole:

«LA VOCE DELLO SPEAKER Guardate questo paese. È un lembo d’Europa, una terra antica e nobile che un tempo fu il cuore d’Europa, la culla della civiltà europea, e oggi è ancora uno tra i paesi più civili dell’occidente, popolato d’uomini poveri, magri, semplici, schietti, che da secoli e secoli vivono in lotta con l’avara natura, con i flagelli delle guerre, delle invasioni, delle carestie, dell’odio civile, e con la stupida, inutile violenza delle tirannie. Un paese dove gli uomini sono taciturni, ed hanno passioni violente, ma chiuse. La guerra straniera e la guerra civile sono passate anche per quelle valli e quei villaggi …»


1954 ''Anche le donne hanno perso la guerra''

''Anche le donne hanno perso la guerra : commedia in tre atti'' / di Curzio Malaparte. - [Bologna] : Cappelli, [1954]
Biblioteca Archivio storico diocesano: Per 9937

Le prime cento parole:

«LA SCENA

Il salotto di una ricca casa borghese nel settore sovietico di Vienna, nella tarda primavera del 1945. I mobili sono di quello stile Biedermeyer, che è lo stile della Vienna aulica e borghese di Frau Sacher. Alle pareti, tappezzate di carta di Francia sbiadita dal tempo e umiliata dall’incuria degli anni di guerra, sono appesi ritratti di alti magistrati, di ufficiali, di signore eleganti degli ultimi anni del lungo regno di Francesco Giuseppe, e stampe di cavalli della Heuschüle, tenuti per il morso da scudieri nel costume turco dei melodrammi di Mozart. Ampie le poltrone vestite di raso azzurro consunto e …»


1955 ''Due anni di battibecco''

''Due anni di battibecco : 1953-1955'' / Curzio Malaparte. - Milano : Garzanti, 1955. - (Memorie e documenti)
Biblioteca comunale A. Lezzerini: L 85/9.MAL.DUE

Le prime cento parole:

«UN PAPA SULLA PEDANA

Ho sempre avuto, più che non abbia, molti amici fra i preti grandi e piccoli: da padre Maccanti, cappellano della Brigata Alpi, morto nel 1918 in Francia sullo Chemin des Dames (e una lapide ne ricorda il nome nel convento di San Marco, in Firenze), a don Secondo, cappellano del 52° Reggimento della Brigata Alpi, fino al cappellano di Regina Coeli e a monsignor Achille Ratti, che fu poi papa Pio XI, sempre tutti molto buoni con me, che non ho fama di essere buono con i preti. Ma a quelli, specie a don Secondo e a monsignor Ratti, volevo bene davvero …»


1956 ''Maledetti toscani''

''Maledetti toscani'' / Curzio Malaparte. - 17 ed. - Firenze : Vallecchi, 1956.
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.MTO/Val

Le prime cento parole:

«Se è cosa difficile essere italiano, difficilissima cosa à l’esser toscano: molto più che l’abruzzese, lombardo, romano, piemontese, napoletano, o francese, tedesco spagnolo, inglese. E non già perché noi toscani siamo migliori o peggiori degli altri, italiani o stranieri, ma perché, grazie a Dio, diamo diversi da ogni altra nazione: per qualcosa che è in noi, nella nostra profonda natura, qualcosa di diverso da quel che gli altri hanno dentro. O forse perché, quando si tratta di esser migliori o peggiori degli altri, ci basta non esser come gli altri, ben sapendo quanto sia cosa facile, e senza gloria, esser …»


1957 ''Racconti italiani''

Racconti italiani / Curzio Malaparte. - Firenze : Vallecchi, c1957. - (Opere complete di Curzio Malaparte ; 1)
Biblioteca comunale A. Lazzerini: L 85/9.MAL.OCV 1

Le prime cento parole:

«LA MADDALENA DI CARLSBOURG

Seppelliti i nostri ultimi morti nel cimitero di Rocroi e ripreso il cammino verso il settentrione, ai primi di dicembre eravamo giunti nel cuore del triste paese vallone, che abbraccia, con le sue immense foreste di abeti, le terre di quella parte del Belgio confinante col Lussemburgo. Nessuno aveva memoria di un inverno così rigido: la notte si udivano i lupi ululare nelle abetaie, e il gelo stanava i cervi e i cinghiali dal folto delle macchie verso le radure bianche di neve, sin presso le case di Carlsbourg, dove avevamo i nostri alloggiamenti invernali.»


1958 ''Io, in Russia e in Cina'' (postumo)

''Io, in Russia e in Cina'' / Curzio Malaparte. - 8. ed. - Firenze : Vallecchi, 1958. - (Letteratura contemporanea. Narrativa e prosa)
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.IRC/Val

Le prime cento parole:

«STOCCOLMA, ottobre
Non ero tornato a Stoccolma dalla fine di luglio del 1943. Ed eccomi ora, nuovamente, dopo tredici anni di assenza, in questa che è senza dubbio la più ordinata, la più tecnicamente moderna, la più civile città d’Europa. Rivedo i luoghi, riassaporo i ricordi. La finestra della mia camera d’albergo si affaccia, come allora, sul Palazzo Reale, opera egregia dell’architetto francese Tessin. E il braccio di mare, che separa il Grand Hôtel dal Palazzo Reale, è anche stasera di quel turchino profondo e lucente che le bianche ali dei gabbiani fanno qua e là tenero e delicato.
Magnifica città, Stoccolma …»


1959 ''Mamma marcia''

''Mamma marcia'' / Curzio Malaparte ; [a cura di Enrico Falqui]. - Firenze : Vallecchi, 1959.
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.MAM/Val

Le prime cento parole:

«Era quella la mia Toscana nativa, dove avevo sofferto la solitudine del diverso, la solitudine della speranza e del futuro, e l’angoscia prima dell’uomo. Era quello il paese dove ero morto la prima volta, e avevo percorso con Edo le strade dell’altro paese, del paese dei morti, e alzando gli occhi avevo veduto scorrerei fiumi nel cielo, e le radici degli alberi che sopra il tetto eran foresta, pendere brune nel vuoto, sopra la mia testa. E avevo veduto gli animali correre o giacere prima di esser cani o cavalli e pecore e buoi, ed eran ombre bianche bianchissime già fredde…»


1960 ''L’inglese in Paradiso'' (postumo)

''L'inglese in Paradiso'' / Curzio Malaparte ; [a cura di Enrico Falqui]. - Firenze : Vallecchi, 1960. - Letteratura contemporanea)
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.ING

Le prime cento parole:

«Come tutti gli Inglesi che hanno qualcosa da nascondere, anche Lawrence non si stanca di dichiararsi nemico della così detta ipocrisia britannica. Bisogna risalire a Byron (ci si potrebbe fermare a Oscar Wilde, se questo nome non favorisse gli equivoci) per trovare nella letteratura inglese l’esempio di un atteggiamento letterario altrettanto interessato e sospetto. “Gli Inglesi, - afferma Chesterton, - sono troppo insulari per un’isola”. Non si potrebbe giustificare più accortamente l’ipocrita pretesa di un Byron o di un Lawrence alla sincerità assoluta, alla immoralità disinteressata, alla più volontaria e più dichiarata ortodossia non conformista.
La storia della letteratura inglese contemporanea …»


1961 ''Benedetti italiani''

Benedetti italiani / Curzio Malaparte ; [a cura di Enrico Falqui]. - 3. ed. - Firenze : Vallecchi, 1961.
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.BEN

Le prime cento parole:

«Apro la finestra, ed è la notte di Capri sul mare, chiudo la finestra, ed è la notte di Capri nella mia casa solitaria a picco sul mare, la notte italiana sui libri e sui quadri della mia biblioteca: sulla Spiaggia normanna di Dufy, sui tre Paysages parisiens di Delaunay, sulla giovane donna del Concerto di Kokoschka, sul Dejuner sur l’herb di Pascin, sulla Crocifissione di Chagall; la notte greca di Capri sul mazzo di fiori di Giorgio Morandi, sulla Spiaggia della Versilia di De Pisis, sul pavimento di mattonelle di maiolica bianca con la lira incoronata di alloro, disegnata…»


1966 ''Diario di uno straniero a Parigi''

''Diario di uno straniero a Parigi'' / Curzio Malaparte ; [a cura di Enrico Falqui]. - Firenze : Vallecchi, c1966
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.DIA

Le prime cento parole:

«30 giugno 1947. Ritorno finalmente a Parigi dopo quattordici anni di esilio in Italia.
Questi quattordici anno sono stati i più tristi, i più pericolosi della mia vita. Nel 1933 lasciai Parigi, rientrai in Italia, vi fui arrestato, chiuso per lunghi mesi nel carcere romani di Regina Coeli, poi condannato a cinque anni di deportazione nell’ isola di Lipari.
Durante questo triste periodo, fra i numerosi amici che contavo all’estero, in Inghilterra, in America, in Svizzera, soltanto i miei amici di Parigi, perlomeno qualcuno, non mi hanno dimenticato, mi sono sempre stati vicini, mi hanno difeso nei giornali, nelle riviste…»


1971 ''Il ballo al Cremlino e altri inediti di romanzo'' (Il ballo al Cremlino è stato composto verso la fine degli anni Trenta)

''Il ballo al Cremlino e altri inediti di romanzo'' / Curzio Malaparte. - Firenze : Vallecchi, c1971. - (Opere complete di Curzio Malaparte ; 10)
Biblioteca comunale A. Lazzerini: L 85/9.MAL.OCV 10

Le prime cento parole:

«La società di Mosca, uno specchio scimmiottante della società europea, ma dominato dalla paura

In questo romanzo, che è un fedele ritratto della nobiltà marxista dell’URSS, della haute société comunista di Mosca, tutto è vero: gli uomini, gli avvenimenti, le cose, i luoghi. I personaggi non sono nati dalla fantasia dell’autore, ma sono dipinti del vivo, ciascuno col proprio nome, il proprio viso, le proprie parole, i gesti propri. Stalin, che dal palco del Gran Teatro dell’Opera segue ogni sera gli sgambetti della famosa ballerina Bubnova, e par contenderla a Karakan (quello stesso Karakan, che Stalin fece poi uccidere) …»


1997 ''Lotta con l'angelo'' (questa sceneggiatura per un film mai realizzato fu composta nel 1952)

''Lotta con l'angelo'' / Curzio Malaparte. - Napoli : Edizioni Scientifiche Italiane, 1997.
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.LOT

Le prime cento parole:

«ESTERNO – MATTINA
1. La sommità della Torre di Pisa vista di sotto in su, ma senza una precisa volontà di deformazione: vista. Cioè, come la vedrebbe dagli scalini dell’abside del Duomo, presso la colonna che sorregge l’urna greca, un uomo che sollevasse il viso e, girandole lentamente intorno, aumentasse ad ogni passo la distanza che lo separa dalla base della Torre, in modo che la Torre stessa a poco a poco emergesse davanti agli occhi con moto uniforme di vite.
LA VOCE DI PASQUALINO (f.c.) Il Tirreno! La Nazione! L’Unità. La risposta di De Gasperi a Palmiro Togliatti!
(Lo strepito del traffico)
2.
La Torre…»


1999 ''Muss ; Il Grande imbecille'' (Muss è stato composto tra il 1931 e il 1933. ''Il grande imbecille'', composto nell’estate del 1943, era stato pubblicato una prima volta da Enrico Falqui nella raccolta ''Don Camalèo e altri scritti satirici'' del 1963)

''Muss ; Il Grande imbecille'' / Curzio Malaparte ; prefazione di Francesco Perfetti. - 2. ed. - Milano ; Trento : Luni, 1999.
Biblioteca comunale Lazzerini: L 85/9.MAL.MUS

Le prime cento parole:

«Fra le molte piacevoli storie che si raccontano a bassa voce in Italia su Mussolini, ve n’è una che dipinge assai bene quelle che saranno le condizioni morali del popolo tedesco fra qualche tempo. Una sera Mussolini, stanco di stare solo in casa, infilò un pastrano, si calò un cappello sugli occhi, e, col viso nascosto dal bavero del cappotto, uscì a piedi a spasso per Roma. Hiunto davanti a un cinematografo, gli venne il desiderio di divertirsi come tutti quanti, prese il biglietto ed entrò. Lo spettacolo cominciò con delle News Picture e, naturalmente, l’eroe delle News Picture era …»


Ultimo aggiornamento: 28.10.2011
 indietro inizio pagina